1) Filosofia e Critica DinAnimista

Il Dinanimismo come neofuturismo letterario: la lettura critica di Roberto Guerra da “Controcultura Supereva”

Abstract critico — dicembre 2009

Nell’intervento pubblicato nel dicembre 2009 su Controcultura – Le guide Supereva, Roberto Guerra propone una delle prime interpretazioni critiche del Dinanimismo, leggendo il movimento fondato da Zairo Ferrante come una forma di neofuturismo letterario capace di confrontarsi con l’“era del computer” senza cadere nella mitologia tecnocratica. Il Dinanimismo viene interpretato come una poetica del movimento non meccanico ma interiore, in cui il dinamismo riguarda anzitutto l’Anima, intesa come principio attivo, generativo e trasformativo.

Nel suo impianto teorico, Guerra richiama esplicitamente la psicologia archetipica di James Hillman, collocando il Dinanimismo in una prospettiva in cui l’anima non è residuo metafisico ma «luogo simbolico, immaginale, in cui l’esperienza prende forma e senso». In questo quadro, la poesia dinanimista viene letta come pratica che riattiva l’immaginazione profonda, opponendosi alla riduzione funzionalistica del linguaggio tipica della modernità tecnologica. L’arte, secondo questa lettura, non serve a spiegare il mondo, ma a ridare spessore psichico e simbolico all’esperienza umana, in linea con l’idea hillmaniana di un’anima che “chiede immagini” più che definizioni.

Parallelamente, Guerra mette in relazione il Dinanimismo con la lezione poetica di Andrea Zanzotto, in particolare per quanto riguarda la tensione tra linguaggio, mondo e crisi della modernità. Il riferimento a Zanzotto consente a Guerra di leggere il Dinanimismo come una poetica consapevole della frattura prodotta dalla tecnica sul linguaggio, ma decisa a non rinunciare alla parola come spazio di resistenza e interrogazione. In questa prospettiva, la poesia dinanimista si colloca nel solco di una tradizione che vede il linguaggio poetico come luogo di attrito, non di pacificazione, capace di far emergere le contraddizioni dell’epoca anziché occultarle.

L’accostamento al futurismo storico avviene, in Guerra, in termini selettivi: non celebrazione della macchina, ma recupero dell’idea di energia e movimento, rielaborata però in senso interiore e simbolico. Il Dinanimismo viene così definito come un neofuturismo che ha abbandonato l’enfasi sulla velocità per interrogare il destino dell’anima nella civiltà tecnologica.

Pur restando in parte evocativa e non sistematicamente formalizzata, la lettura di Roberto Guerra rappresenta un contributo pionieristico alla ricezione critica del Dinanimismo, soprattutto per averne colto precocemente la vocazione a tenere insieme poesia, psicologia dell’anima e modernità tecnica, aprendo un campo interpretativo che sarà sviluppato negli anni successivi.

👉Link articolo originale (non più disponibile in rete): http://guide.supereva.it/controcultura/interventi/2009/12/dinanimismo-e-neofuturismoletterario

👉 Riferimento critico citato fedelmente da Lorenzo Spurio nel novembre 2020 in:
https://blogletteratura.com/2020/11/17/zairo-ferrante-padre-del-movimento-del-dinanimismo-fondato-nel-2009/

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