

Perché l’Occidente è rimasto a lungo indifferente di fronte al genocidio di Gaza?
È questa la domanda al centro dell’incontro che vedrà protagonista Roberto De Vogli, accademico e autore di “Empatia Selettiva” (Compagnia Editoriale Aliberti; 2025), voce autorevole sul tema e figura di riferimento nel dibattito internazionale sulle dinamiche sociali, politiche ed emotive dei conflitti contemporanei.
L’appuntamento è per venerdì 19 dicembre alle ore 20.00 presso il Consorzio Factory Grisù di Ferrara (via Mario Poledrelli 21).
A dialogare con l’autore sarà Zairo Ferrante, medico radiologo e poeta.
L’incontro prevede anche un dibattito aperto con il pubblico, offrendo uno spazio di confronto reale su un tema di drammatica attualità, troppo spesso filtrato o distorto dal rumore mediatico.
L’evento è promosso da Sanitari per Gaza Ferrara, realtà impegnata nella sensibilizzazione e nel sostegno umanitario.
🟥 Ingresso libero fino ad esaurimento posti.


Roberto De Vogli: Professore di Salute globale e Psicologia del potere all’Università di Padova. Prima di rientrare in Italia, è stato docente in Salute pubblica ed Epidemiologia sociale presso l’Università del Michigan, l’Università della California Davis e University College London. Le sue ricerche sono apparse su «Nature», «The Lancet» e «British Medical Journal».


“Empatia selettiva: perché l’Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza” ci porta nel cuore della più grande crisi morale del nostro tempo. Attraverso una combinazione di critica politica, ricerca psicologica e salute globale, testimonianze inquietanti e fatti nascosti, Roberto De Vogli mette a nudo i doppi standard morali di leader, giornalisti e intellettuali mainstream. Il libro svela una società che riserva compassione solo a determinate vittime, ignorandone altre. Gaza è diventata uno specchio, una cartina di tornasole, un punto cieco morale nell’occhio occidentale. La nostra civiltà sopravvivrà a questa crisi di umanità? De Vogli sfida le narrazioni prevalenti e invoca una nuova solidarietà basata sull’empatia universale, la giustizia sociale e la decolonizzazione emotiva.













