di Zairo Ferrante
Qualche settimana fa, proprio su queste pagine, è stato pubblicato un breve saggio di Emanuela Sica, dal titolo “LA SELVA CHE BRUCIA ANCORA – Dante Alighieri letto con il Criterio Dinanimista”.
Non un lavoro o una citazione qualsiasi, ma uno dei primi usi autonomi del criterio dinanimista.
Un passaggio critico fondamentale, se si considera anche che applicare il criterio a Dante significa portarlo al massimo grado di verifica.
Un confronto autonomo con la tradizione fondativa, che si traduce in una verifica super partes dello stesso criterio.
Qui il criterio smette di dichiararsi e inizia a rispondere.
Quando la Sica scrive: “La mia tesi, allora, è questa: il Dinanimismo è la (vera) critica letteraria che Dante stava aspettando”, è chiaro che si riferisce alla tenuta contemporanea dello stesso Dante.
In questo caso, il Dinanimismo non assume valore di categoria retroattiva, cercando di etichettare gli autori del passato, ma serve a verificare cosa accade nel testo.
Non ci vuole dire cosa Dante è, ma vuole mostrare cosa Dante fa. Oggi.
Osservandolo da questa prospettiva, il criterio diviene strumento di verifica e non chiave interpretativa universale.
Non assorbe la tradizione, ma la mette alla prova.
Emanuela Sica intercetta davvero l’azione della parola nel suo attraversamento del reale e ne interpreta correttamente la permanenza (durata).
Permanenza che, in questo caso, è naturale conseguenza dei quattro assi precedenti e non qualità incarnata.
Il suo saggio dimostra che il criterio può uscire dal contemporaneo ed entrare nei classici.
Il punto non è dire se Dante fosse o no dinanimista, ma capire se il suo testo può essere letto oggi come azione nel reale.
La ricaduta pratica di tale distinzione?
Se il criterio regge su Dante può attraversare tutta la tradizione, ma, al contrario, non tutto – oggi – può sopravvivere al criterio.
In conclusione, il testo della Sica ha valore di soglia vera, accompagnando il criterio nella tradizione poetica non come etichetta, ma come verifica.
Non incorpora. Non spiega. Misura.





