Mesto tragitto di un naufrago

Spera il cuor di un uomo provato,

mentre annaspa nel mare tempestoso della vita;

rabbuiato da stenti ed inganni

e costretto a scalare l’ingrata salita,

alla ricerca sfibrante di luoghi allettanti;

fra corpi graffiati da notti senza voce

e delicati pargoletti stretti al ventre 

di una madre battagliera, ma ferita.

Sogna, sul far della sera, un po’ di pace

colui che guarda all’orizzonte con letizia,

convinto di lasciarsi lì, alle spalle,

un passato di fatica, di sudore;

di pelle avvizzita dal sole rovente:

abbagliato dalle mille e più promesse

di chi non dà alcun valore al proprio simile,

scansando tenacemente la verità.

Confida nell’agire solidale,

chi riesce ancora a credere all’amore,

all’onestà;

malgrado il vento a sfavore;

nonostante gli scogli e le onde;

dopo l’immenso disonore

nel vedersi sottratta la dignità…

… Servirà davvero a qualcosa rincorrere

un casto desiderio di libertà?

Giovanni Battista Quinto: Poeta, scrive per passione sin dall’adolescenza, prediligendo la scrittura in versi.

Laureato in Scienze della Formazione (con all’attivo due Master riguardanti discipline psicopedagogiche) svolge l’attività di Formatore-Educatore-Pedagogista.

*Versi ricevuti direttamente dall’Autore; diritti riservati.

**Immagine: Quadro “La Zattera di Medusa” – JEAN LOUIS THÉODORE GÉRICAULT; postata dalla redazione del blog e liberamente tratta da wikimedia commons (licenza pubblico dominio)

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