Ninna nanna della guerra”… di Trilussa

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
.

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

….

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente”… di Bertolt Brecht

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

….

PERCHè PARLARE DELLA GUERRA (proprio a primavera)…di Zairo Ferrante

Perché parlare della guerra

se il colesterolo, quell’assassino

s’ammassa spesso nelle arterie

e potremmo anche morire

forse già domani.


Perché parlare della guerra

se malefiche nanoparticelle

s’insinuano nell’aria, nei polmoni

e potremmo anche morire

forse ancora prima.

Perché parlare della guerra

quando morti sono Majakovskij

Tolstoj e Dostoevskij

e perfino Marinetti, stanco,

nella tomba si rivolta.


Perché parlare della guerra

proprio in questa primavera

quando sbocciano le viole

e madri e figli muoiono

come vecchi bucaneve.


Perché parlare della guerra

proprio a primavera?

Perché fare questa guerra

proprio a primavera?

Perché ancora noi la meritiamo

un’altra primavera?

**Foto “Fontana Rossa” – Graziano Cecchini – postata dalla redazione del sito e liberamente tratta da commons-wikimedia (licenza CC)

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