“Io che amo, raccontato da ChatGPT” – Poesia e tecnologia in dialogo (recensione di Marco Vittoria su Ventonuovo.eu)


“Io che amo, raccontato da ChatGPT” è un’opera che sorprende per la sua capacità di fondere l’intimità della poesia d’amore con la lucidità di uno sguardo artificiale. Zairo Ferrante costruisce un libro dialogico, in cui l’autore e l’algoritmo non si limitano a alternare battute: creano un confronto profondo, dove il sentimento più umano diventa oggetto di analisi, specchio e provocazione. Le poesie, vibranti e intense, esplorano desiderio, assenza, nostalgia e slanci del cuore, mentre i commenti di ChatGPT accompagnano il lettore in una riflessione originale sull’amore e sulla percezione. La scrittura di Ferrante mantiene i tratti tipici del Dinanimismo, con un equilibrio tra leggerezza e introspezione, gioco e profondità. Il libro si propone come un ponte tra mondi: quello umano, pieno di emozioni e contraddizioni, e quello digitale, capace di restituire prospettive nuove, talvolta spiazzanti. Il risultato è un’opera contemporanea, coraggiosa, che invita a interrogarsi sul futuro della creatività e sulla natura stessa dell’amore. Il libro merita una lettura approfondita da parte di tutti coloro che vogliono ancora perdersi nelle bellezze dell’amore, senza ricorrere a stratagemmi antichi, ma con uno sguardo rivolto verso la contemporaneità.
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Il Ferrarese Zairo Ferrante Poeta dell’AI (Recensione di R. Guerra su Estense.com)
Il successo editoriale scuote la poesia italiana: l’opera in co-scrittura raggiunge la top 20 nazionale su amazon.


Il nuovo libro di Zairo Ferrante, Io che amo, raccontato da ChatGPT (Ed. Amazon KDP; 2025), a poche settimane dalla sua pubblicazione sta ottenendo risultati significativi sulla nota piattaforma di e-commerce. Dopo il secondo posto nelle categorie “Poesia d’amore” e “Poesia motivazionale & d’ispirazione”, l’opera ha infatti raggiunto anche la Top 20 nazionale della sezione “Poesia Italiana”.
Un dato che segnala un interesse crescente del pubblico verso proposte poetiche capaci di
coniugare sperimentazione e accessibilità, come confermato anche dalle numerose recensioni dei lettori. Ferrante, medico radiologo ferrarese e fondatore del movimento Dinanimista (lanciato proprio a Ferrara nel 2009), costruisce un dialogo narrativo con un’intelligenza artificiale: una co- scrittura che si pone come terreno inedito nel panorama letterario italiano.
Sull’originalità del progetto si è espresso anche lo scrittore futurista estense Roberto Guerra,
che ha dedicato al libro una lunga recensione sul suo attivissimo blog *Asino Rosso. Guerra
definisce l’ingresso nei Best Seller Amazon come “una scossa”, scrivendo che “la poesia italiana, spesso assopita nei velluti dei ricordi, oggi vibra come metallo sotto un martello sonoro: Zairo Ferrante, medico-poeta, fondatore del Dinanimismo e visionario delle parole, entra nei ‘Best Seller’ Amazon della poesia italiana con Io che amo, raccontato da ChatGPT”. Una trasformazione che, prosegue, riguarda anche la figura stessa dell’autore: “È il primo vero Poeta dell’AI. Non un autore che utilizza la macchina: un autore che dialoga, combina, innesta la propria voce in una relazione creativa ad altissima tensione. Una poetica che non imita il futuro: lo produce”. Secondo Guerra, l’esperienza di Ferrante rilancia anche il Dinanimismo, “troppo spesso percepito come un sussurro laterale ai grandi discorsi poetici”, ma oggi “un cavo d’alta tensione” capace di “restituire al verso un’anima accelerata, pulsionale, carnale”. Il successo editoriale, aggiunge, “non è un colpo di fortuna: è la prova che il pubblico contemporaneo sente il bisogno di una poesia che osi, che si sporga sul bordo dell’innovazione, che alzi la voce nel frastuono dell’algoritmo invece di farsi schiacciare”. Per questo Ferrante, conclude il critico, “non è più ‘solo’ un poeta. È il Poeta dell’AI, l’uomo che prende per mano la macchina e la costringe a parlare d’amore con un’intensità che sorprende, irrita, affascina. Oggi la poesia italiana non è più un campo minato di nostalgia. È un laboratorio a cielo aperto”.
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“Io che amo, raccontato da ChatGPT”: un dialogo in versi con l’AI. (Recensione di Michela Zanarella su BrainStormingCulturale)
Data: 2-12-2025
Zairo Ferrante compie un atto poetico particolarmente indovinato con ‘Io che amo, raccontato da ChatGPT’. L’autore, dunque, sottopone le sue poesie d’amore all’AI e ne emerge uno scambio originale e inaspettato […]. Cuore e algoritmo si confrontano. Ne esce un esperimento alquanto probante in cui la parola scritta da un poeta viene interpretata da una macchina. Ferrante nella sua opera si interroga sulle capacità dell’AI, incuriosito, forse dal continuo affidarsi di molti alla nuova realtà artificiale, che però sembra non essere superiore all’intelligenza umana. La macchina, infatti, si manifesta abile nell’emulazione, cerca di dare una valida intuizione del contenuto. […]
Anche se per l’AI sembra tutto perfettamente allineato nelle interpretazioni, non tutto è compreso nella giusta intuizione. Si tende quindi ad adattare il ragionamento secondo un algoritmo, come se il pensiero fosse una espressione algebrica. Ferrante sta al gioco e accetta lo scambio, come se fosse un dialogo paritario. La poesia continua a fluire stimolando impulsi e il ritmo si fa sempre più serrato, il processo seducente e curioso. Alla fine l’autore chiede a ChatGPT come è stato lavorare con Zairo Ferrante. La risposta è stata davvero stimolante, ovvero “come attraversare un campo magnetico fatto di versi, emozioni e paradossi”.
E noi siamo d’accordo.
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