In “Vita che passa” di Alessandra Leone, la parola nasce da una tensione interiore non pacificata. I versi attraversano il dubbio e la contraddizione. Il movimento tra costruzione e barriera, apertura e ripiegamento, mette in attrito il desiderio di vivere con la stanchezza del tempo che passa. La possibilità delle «macerie interiori» espone il soggetto al rischio della propria trasformazione. È proprio nel rifiuto finale della resa che la poesia conserva la sua spinta ad agire nel reale.
Vita che passa
L'anima mia è silenziosa.
Più niente da dire?
Non vuole? Non riesce?
Ancora bramosa
di ricchezza in un mondo
sempre più povero
in cui crede e cerca.
Guarda, ascolta,
attenta agli spiriti altrui
si nasconde in essi,
e nel costruire fuori di sé
rischia macerie interiori.
Apre strade da percorrere
e un attimo dopo
vi costruisce barriere,
per poi abbatterle di nuovo.
Sfiducia, o solo stanchezza
di vita che passa...
Arresa, no!

Alessandra Leone: fisioterapista nel settore neurologico infantile, è laureata in Psicologia Clinica. Moglie e madre, figlia d’arte, coltiva da sempre una profonda passione per la musica e il canto. Ha composto le sue prime poesie e racconti all’età di 8 anni.Nel 2014 pubblica il suo primo libro di poesie, di impronta autobiografica: PUZZLE (50 anni di emozioni) (Aletti Editore), ricevendo buone recensioni e menzioni d’onore in concorsi letterari. Nel 2023 pubblica la silloge poetica INCONTRI (Le Mezzelane Editore), seconda classificata al Premio Letterario Internazionale M. C. Quasimodo.
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