3) MAGAZINE DINANIMISTA (...La voce critica del Dinanimismo)

di Alessio Miglietta – Sveglia: l’IA e lo smart working sono la vostra gabbia (e ci siete entrati cantando)

Un uomo in abito elegante canta in una gabbia di schermi digitali che si apre verso lo skyline di una città.

Avete passato gli ultimi quattro anni a convincervi di aver fregato il sistema. Vi siete riempiti la bocca di concetti come quiet quitting, work-life balance e smart working. Avete postato foto dei vostri laptop a bordo piscina, convinti che l’azienda vi pagasse per la vostra brillante mente strategica e non per scaldare una sedia in ufficio.

Bravi. Applausi. Siete ufficialmente diventati l’equivalente dei cavalli che festeggiavano l’invenzione del motore a scoppio.

Mentre voi eravate impegnati a negoziare il diritto alla disconnessione e a fare le riunioni su Zoom in mutande, ai piani alti stavano facendo due conti. E il calcolo è stato brutalmente semplice: se il tuo lavoro può essere fatto interamente da un tinello in provincia di Milano, può essere fatto identico da un indiano in Bangladesh per un decimo del tuo stipendio. O, ancora meglio, da un’Intelligenza Artificiale per il costo della corrente elettrica.

La narrativa mainstream vi ha venduto l’emancipazione dal cartellino; la realtà è che vi hanno preparato il terreno per la più grande mattanza della classe media dai tempi della deindustrializzazione. L’IA non sta arrivando per rubare il lavoro ai camionisti o agli idraulici (quelli, ironia della sorte, oggi valgono oro). L’IA sta arrivando per voi: i colletti bianchi, i creatori di slide, i copywriter, gli analisti di dati, i middle-manager del nulla cosmico. Anche per alcuni artistoidi tragicamente mediocri che tentano il colpaccio.

Vi hanno convinti che la flessibilità fosse un vostro diritto inalienabile, un traguardo di civiltà. In realtà era un test di stress. Volevano capire quanto foste superflui. E la risposta è: totalmente.

Continuate pure a lamentarvi del burnout su TikTok e a rifiutare gli straordinari. Nel frattempo, i server di OpenAI non dormono mai, non chiedono l’aumento, non scioperano e non hanno crisi esistenziali. La pacchia non è finita, non è mai iniziata. Siete semplicemente stati messi in sala d’attesa, ma il medico non vi riceverà. Vi ha già sostituito un algoritmo.

Alessio Miglietta


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