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Versi di Gabriella Cinti – Due poesie dalla raccolta “Prima”

§ Prima pubblicazione nel Book DinAnimista §

Le poesie di Gabriella Cinti, tratte dalla raccolta Prima (Puntoacapo Ed., 2022, 2024), superano con evidenza almeno tre dei cinque assi del criterio dinanimista. Tra questi emerge il Rischio, riconoscibile anche nell’uso frequente di neologismi e in una lingua che non teme di forzare i propri confini. Presente anche la Trasformazione, particolarmente evidente in “Acrobazie delle specie”, dove l’io si compie letteralmente attraverso il passaggio tra le specie, fino a congiungersi con gli altri profili del vivente. L’Attrito si ritrova invece nella tensione che attraversa i testi, nei quali emerge chiaramente il dualismo tra amore e disamore, presenza e assenza.

Gabriella Cinti – Tre poesie dalla raccolta “Prima” (Puntoacapo Editore)

ACROBAZIE DELLE SPECIE

Quando l’abisso è cielo
con titanico slancio di balena,
salto anch’io nell’oltre, 
con quaranta tonnellate di parole, 
molte galleggiano naufraghe

 a pelo dell’acqua,

salmastre e senza presa.

Il resto mi assomiglia,
logoderma capace di volo,
ali di pinne, per rendere fogli d’aria,
per resistere al disamore ,
canto cetaceo del mistero 
zampilla in suoni sulla pelle.

Se spiaggiassi, 
in mutazione piteca,
meno ingombrante,
a cavalcioni sul non esserci
ti parlerei  da foglia a foglia

e per riprendere il salto
mi farei  ornitosolare
per amore della luce,

tintinnando stormi di parola
in caduta libera tra le dune
del tempo nostro,  sillabe

 affusolate in gorgheggi:

le riconosceresti appollaiato
in quel ramo di destino 
che ti ha stremato falangi e sorrisi.

E vanno, vanno i flutti  assolati delle specie,
i pensieri azzurri delle foche,
i  sospiri piumati degli aironi,
uomini e microbi, molecole in fuga 
del Grande Volo.

Troviamoci qui, ora, nelle ore rosse
del prodigio, a congiungere 
tutti i profili del vivente, 

nella felicità anatomica 
dell’istante.

***

L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE

-I-

Il governo del due
tra quark danzanti e inusitati
a celebrare il primo moto,
per onde, della materia.

Ne immagino un respiro oscillante,
e vibrare per rimbalzi il coraggio dell’origine,
euforia delle cellule nell’urto primario:

c’è sempre un bacio all’inizio della vita.

Dei miei, solo uno, fossile
in conchiglia di memoria,

frammenti stellari in fuga
oltre le tue labbra.

Per furore di vita mi includo nei pluriversi,
dove fervore di carbonio prelude
alle forme espanse:
brulichio e disordine come l’amore ardente,
nel tempo Uno del fuoco.

Solo residui di combustione mi giungono:

spossata la luce che pensa il settembre,
trapela il lungo viaggio,
un lembo solo, per prodigio,
tra le stelle scese sul viso,

e sento la memoria dell’universo
che s’arrugiada di pioggia astrale.

Averti amato si iscrive nel caso necessario,
un ammasso siderale,
addensato nel fuoco dell’Istante,

Poco importa il tempo
precipitato oltre
il fiammeggiare delle passioni.

Il mento sulla mano,
nell’ora del sole ancora concessa,
busso alla chimica del cosmo,
cerco luce di intelligenza astrale.

II

Vedo allora, con occhi senza pupille,
verdeggiare il prato sommerso,
la lente del mistero a brillare
semi di reazione cosmica,

Amore di clorofilla,
ambra cronomilionaria

che conservi fiori, piccoli volanti
e i sogni verdi del principio,
prigione e scrigno del mondo primo;

per me non ho astuccio d’ambra
che conservi le parole in teca trasparente,
i cristalli diamantini di un antico palpito,
il vuoto senza oro fascia
la mia infinita canzone.

-III-

Perdura tuttavia, oltre l’inerzia del nulla,
lo sguardo arrovesciato in vertigine di arché,
l’Inizio astrale dell’AMORE,

se ovunque fu sguardo di due,
occhi e molecole a specchio,
lo stesso palpito, uomo e materia,

Muove di segreta danza
imprevedibile incontro di enzimi,
selezione per errori
tra protocellule vaganti e battagliere.

Lo stesso mistero dell’umano sentire
più oscuro degli zuccheri primordiali,
a combattere la dura distanza del disamore,
quanto denso ghiaccio interstellare.

Resiste eppure il pronunciarti in questa tempesta,
tra cadute di elettroni o mulinelli di ioni metallici,

la poesia delle ultime sillabe,
specchi di pietas il divenire del mondo,
per noi, post-sapiens,
per me, senza raggi di nominabile,
affidarsi a molecole agglutinate di suoni,

danza alchemica nostra,
dall’alba prebiotica
all’oltreparola inabissata.


Gabriella Cinti, in arte Mystis, nata a Jesi (AN), è italianista, grecista, poeta, mitografa, saggista e performer in greco antico. Si occupa di archetipi e delle radici sacre del femminile, indagate nel mondo antico, dal Paleolitico superiore fino alle testimonianze delle culture matrilineari in tempi storici e nella contemporaneità. Tra le sue opere di poesia: Suite per la parola (Péquod, 2008), Euridice è Orfeo (Achille e la Tartaruga, 2016), Madre del respiro (Moretti e Vitali, 2017), La lingua del sorriso. Poema da viaggio (Prometheus, 2020) e Prima (puntoacapo, 2022, 2024). Sulla sua poesia Franco Manzoni ha pubblicato il saggio Femminea estasi. Sulla poetica di Gabriella Cinti (Algra, 2019). È autrice inoltre dei saggi Il canto di Saffo. Musicalità e pensiero mitico nei lirici greci (Moretti e Vitali, 2010), Emilio Villa e l’arte dell’uomo primordiale: estetica dell’origine (I Quaderni del Bardo, 2019), All’origine del divenire. Il labirinto dei Labirinti di Emilio Villa (Mimesis, 2021) e del romanzo Polifema (Edizioni Progetto Cultura, 2024). Sue poesie sono presenti in numerose antologie. È autrice di scritti critici per diverse riviste culturali e ha partecipato a festival e rassegne letterarie internazionali. Le sue raccolte hanno ricevuto premi nazionali e internazionali. È stata tradotta e pubblicata in inglese negli Stati Uniti, spagnolo in Argentina, rumeno, serbo, polacco e greco moderno.


⚠️NOTA EDITORIALE: I testi pubblicati nella sezione Book DinAnimista – Gli Autori presentati sono inviati direttamente dagli autori come gesto di adesione all’orizzonte del Dinanimismo. Il Dinanimismo non richiede appartenenza né allineamento, ma una visione condivisa della parola poetica come esperienza capace di attraversare e agire nel reale. La pubblicazione avviene previa valutazione della redazione e dopo aver verificato nel testo il superamento di almeno tre dei cinque assi del criterio dinanimista dell’azione poetica nel reale (necessità, attrito, trasformazione, rischio, durata). Il criterio è illustrato nella pagina dedicata del sito. La pubblicazione è gratuita e non vincolante per entrambe le parti. Gli autori conservano i diritti sulle proprie opere e restano gli unici responsabili della paternità e dell’originalità dei testi e dei materiali inviati per la pubblicazione, nonché di eventuali plagi o violazioni dei diritti di terzi, sollevando da ogni responsabilità la direzione editoriale del sito. La redazione si riserva la facoltà di rimuovere i contenuti qualora emergano successivamente violazioni dei diritti di terzi.

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