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“L’uomo che visse nel futuro” (1960): nota retro-futurista di Roby Guerra

La prima importante trasposizione del libro di Wells ad opera del grande George Pal, produttore, negli anni ’50, di pellicole fondamentali della fantascienza come “Quando i mondi si scontrano” e “La guerra dei mondi”.

Cinema del 1960, sbarco sulla Luna, coincidenza splendida e film a dir poco storico se non mitico, bellissimo, con sequenze molto sognificative e affascinanti, anzi rivelatrici.

Da segnalare, in particolare,  la figura futura di Weena, tra gli Eloi – vedi dopo -. Capace in certo modo di favorire una rivoluzione femminile contro gli oppressori e da infinti anni dei Morloch.

Micidiale l’inventore e la Time Machine puramente meccanica dell’epoca, indizio spettacolare con il manichino di abiti in Divenire di fronte a Casa. 

Sorprendente anche proprio la civiltà degli Eloi, solo apparentemente ingenua, ma anche potenzialmente evoluta – almeno in parte – capace di non lavorare più, dedita all’Ozio e il Piacere puri.

E i Libri umani storici, praticamente estinti, rovinati dal Tempo, con gli Eloi stessi indifferenti… 

R.G.

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