Abstract critico — marzo 2019


Nel suo contributo critico pubblicato su Il Foglio Letterario (23 marzo 2019), Fabio Strinati delinea i principi fondativi del Dinanimismo, movimento poetico-artistico istituito da Zairo Ferrante nel 2009, la cui denominazione sintetizza la crasi di dinamismo e anima e indica la tensione verso un’arte profondamente radicatasi nell’espressione dell’interiorità umana.
Strinati colloca il Dinanimismo come proposta culturale alternativa rispetto a una poesia percepita come autoreferenziale o elitaria, affermando che, per i dinanimisti, «la poesia è Anima, è la voce dell’Anima» e costituisce «uno dei pochi mezzi (…) che permette di dialogare in silenzio con noi stessi». Lungi dall’essere mero esercizio formale, essa si presenta come mezzo di ricongiungimento con l’essenza profonda dell’essere umano.
Il critico sottolinea inoltre che il movimento assume una funzione etica oltreché estetica: l’arte non fornisce risposte prefissate ma sollecita interrogativi capaci di generare introspezione e riflessione. In tal senso, l’atto poetico dinanimista si oppone al «giogo-pensiero imposto dai media e da una società liquida che (…) antepone l’apparire all’Essere».
Infine, Strinati evidenzia come, nel decennio successivo alla sua fondazione, il Dinanimismo abbia raccolto partecipazioni di numerosi artisti nazionali e internazionali, consolidando una visione collettiva dell’arte come pratica di consapevolezza e connessione umana.
👉 Per il testo integrale dell’analisi critica, si rimanda all’articolo originale su Il Foglio Letterario:
https://www.ilfoglioletterario.it/fabio-strinati-presenta-zairo-ferrante-dinamismo/











