Nella giornata mondiale della poesia, forse la domanda non dovrebbe essere cosa sia la poesia, ma quando accade davvero.
In un breve testo contenuto in In quel preciso momento (Mondadori, 1974), Dino Buzzati propone un sistema intuitivo per riconoscere la poesia autentica: quella che colpisce, che “entra nel cervello” e lascia una scossa. Un’intuizione che non definisce la poesia, ma ne intercetta gli effetti.
A partire da questo passaggio, è possibile leggere Buzzati come anticipatore di alcuni assi del criterio dinanimista: la necessità, come urgenza di incarnare il proprio tempo; l’attrito, come capacità di interrompere lo scorrere; la trasformazione, come variazione reale della postura del lettore.
Il criterio dinanimista non definisce cosa sia poesia: misura quando e quanto la parola riesce ancora ad agire nel reale.





